Procedure di immissione del Personale Educativo Precario e progetto Buona Scuola

Riceviamo da Antonio D'auria ( RSU Convitto Nazionale “Cicognini”, Prato ) e volentieri pubblichiamo:


Il personale educativo delle istituzioni educative (convitti e educandati), classe di concorso L030 (III) PEDAGOGIA E DIDATTICHE SPECIALI DELL'INSEGNAMENTO, ordine di scuola PPPP, equiparato in tutto e per tutto ai docenti della primaria fin dal DPR 417/74 (art. 121), svolge una funzione, “collocata dall'art. 3 del D.P.R. 23 agosto 1988 n. 399 nell'area della funzione docente”, “finalizzata alla formazione ed educazione degli alunni convittori e semiconvittori” (C.M. 111/89).
In forza di tale equiparazione il personale educativo, che segue le procedure di immissione in ruolo della categoria docente, gi
à troppe volte vittima di inopinati tagli che hanno messo a repentaglio la stessa sopravvivenza delle istituzioni in cui opera, ben conscio di svolgere un’importante e delicata funzione formativa e di referenza educativa in tali istituzioni, unica nello scenario scolastico ed educativo italiano, e ben consapevole della più volte sollecitata possibilità di allargamento di tale importante figura educativa finanche all’intero panorama scolastico italiano, anche a seguito della recente sentenza sul precariato della corte di giustizia europea e onde reclamarne l’opportuna attuazione anche per gli educatori,
rivendica:
•   Una chiara e ben definita esplicitazione del previsto inserimento degli educatori (citati con infanzia e primaria a pag.23 del progetto governativo) nel programma di assunzioni della Buona Scuola
•   Immediate immissioni, fin dalle prossime procedure, su tutti i posti vacanti e disponibili per tutti gli educatori precari da anni inseriti nelle GAE e nelle GI
• Il recupero e la rimodulazione degli organici del personale educativo con conseguente ripristino dei parametri precedenti il DPR 81/2009, atteso che gli attuali, impediscono, di fatto, la corretta organizzazione scolastica, così da incidere negativamente sulla stessa efficacia didattico-educativa, dal momento che depotenziano, la figura dell’educatore, con conseguente riduzione dello stesso a mero vigilante
•   L’allargamento della figura all’intero comparto educativo e scolastico
•   Investimenti ben definiti per il pieno funzionamento delle Istituzioni Educative

Rivendica e propone altres
ì l’utilizzo di tale figura:
•   nell’ambito dell’istituendo Organico Funzionale, ad ora già sperimentato in varie Istituzioni Educative come quelle del torinese,
•   attraverso l’inserimento in attività di integrazione ed inclusione di alunni con disabilità, oggi già attuate in alcune Istituzioni Educative come quelle di Torino e di Caluso,
•   attraverso l’utilizzo in progetti di rete (ad es. semiconvitto) con altre scuole, da anni già sperimentati dai convitti di molte regioni d’Italia

per il personale educativo dei convitti e degli educandati, gli educatori
Vittorio Balestrieri, RSU Convitto Nazionale V.Emanuele II, Napoli, FLC CGIL
Marco Bencivenga, Convitto Nazionale T. Tasso, Salerno, fondatore del gruppo
Antonio D
’Auria, RSU Convitto Nazionale “Cicognini”, Prato, USB Pubblico Impiego-Scuola
amministratori del gruppo Facebook
“Personale Educativo” (*)
https://www.facebook.com/groups/58809574147/
(*unico gruppo ufficiale online del personale educativo delle istituzioni educative, con 1100 iscritti su circa 2000 educatori in Italia)