Tutti promossi o quasi. Il trionfo della scuola facile che non aiuta…


Scuola, dati preoccupanti sulla preparazione effettiva dei nostri ragazzi (Rapporto Istat- SDGS, 2019). E’ il trionfo di un modello di scuola, dove tutto è facile e gli insegnanti sono impauriti, assediati e screditati.
Scuola, la conferma di un disastro dall’Istat
Scuola, istituzione sempre più in crisi. Dimenticata dalla politica, dopo le elezioni.
Isolata, emarginata e nello stesso tempo fatta oggetto di richieste da ultima spiaggia, finalizzate a deresponsabilizzare le famiglie e la società (contrasto alla droga, al cyberbullismo, la nuova educazione civica…). Ridotta a funzione di custodia e sorveglianza verso i minori e, nello stesso tempo, accusata di dispensare facilmente promozioni formali, dove la grande assente è la formazione.
Quest’ultimo aspetto è stato certificato dal rapporto Istat (SDGS,2019).
Si legge a pag.81  la seguente tabella:

Dati autorevoli e aggiornati (Invalsi) che tradotti rimandano all’incapacità di molti ragazzi a gestire testi  complessi e a risolvere situazioni problematiche moderne come quelle relative alle previsioni, partendo dai dati numerici, dalle percentuali… La situazione non migliora nella scuola di secondo grado.
Il trionfo della scuola facile e di una valutazione…
Difficile individuare le cause di questa débâcle. Sicuramente certifica un modello di scuola facile, dove i percorsi sono  semplificati per via anche dell’aumento delle certificati Dsa(3,2% nel 2017-18 rispetto al 2,9 dell’anno precedente) e i docenti sono costretti a comprendere, giustificare  sempre il ragazzo, e quindi non posti nella condizione  di valutarlo soprattutto dal punto di vista formativo.
Valutazione che spesso si presenta formalmente ambigua o non veritiera, perché la descrizione della situazione reale può favorire ricorsi amministrativi, interventi di psicologi  con le conseguenze di “passare un’estate” poco rilassante. In alcuni casi la stagione estiva può trasformarsi in un vero inferno, quando l’utente-genitore o lo studente stesso usa la violenza fisica verso il docente.
In questa favola, dove la fine delle lezioni e le promozioni facili somigliano al vissero tutti felici e contenti, si dimentica che fuori da questa bolla, esiste un contesto che non fa sconti e non sempre giustifica e comprende. Continuare con il modello della scuola facile, significa non preparare i nostri ragazzi ad affrontare la complessità dell’esistenza o come scriveva F. Nietzsche “vivere il senso della terra” dove non ci sono paracaduti, ombrelli protettivi, ma solo la persona.

                                                                                              Gianfranco Scialpi