Nella settimana tra lunedì 6 e venerdì 10 febbraio, l’amministrazione scolastica è stata costretta a pagare una media di risarcimento di quasi 4.000 euro a docenti e Ata che hanno presentato ricorso, in soli 5 giorni. In tre casi, il risarcimento accertato ammontava tra i 15.000 e i 20.000 euro. Questo è quanto riportato da OrizzonteScuola che aggiunge: Il giudice ha quindi deciso di accettare la richiesta di assegnazione di 500 euro annui per l’aggiornamento professionale negati negli anni scolastici 2017/18 e 2020/21. Inoltre, il tribunale ha dichiarato che le norme che si oppongono alla clausola 4 della direttiva 70/90/CE, come la Legge 107/2015 che ha escluso i precari dall’accesso alla Carta del docente, devono essere disapplicate. Il Ministero è stato quindi condannato a pagare le spese di lite e a versare la somma negata all’insegnante entro 60 giorni dalla sentenza.