L’istruzione del futuro secondo i fautori della scuola azienda


L’istruzione del futuro secondo i fautori della scuola azienda:

·         una scuola che smetta di valorizzare prevalentemente il pensiero astratto e simbolico e di insegnare conoscenze generali; la cultura deve, cioè, essere strumentale all’acquisizione di competenze spendibili in ambito aziendale, con conseguente abbandono della valutazione delle conoscenze a favore della certificazione delle competenze, fino all’estrema conseguenza dell’abrogazione del valore legale del titolo di studio;

·         tecnologia informatica esaltata acriticamente più come fine della formazione che non come mezzo;

·         esautorazione degli organi collegiali scolastici delle loro prerogative ed accentramento di tutto il potere decisionale nelle mani del dirigente scolastico, che lo gestisce supportato da un middle-management di “docenti” tecno-burocrati, in perfetta sintonia con lo scenario disegnato dalla legge 79/2022, che prevede come principale possibilità di formazione e carriera (e di aumento stipendiale) non un percorso di natura culturale e didattica ma essenzialmente burocratica;

·         i concetti di “scuola democratica” e di “didattica personalizzata” intesi al ribasso, come prematuro “inchiodamento” di ciascun alunno ai propri limiti (stabiliti non si sa bene da chi e come) per un rapido inquadramento in ambito produttivo.