La delegittimazione professionale: il caso dell'ingegnere Aldo D. Ficara e la solidarietà di un campione, Salvatore Antibo

 


La discussione sul Ponte sullo Stretto di Messina è da tempo al centro di un acceso dibattito che va oltre i confini politici ed economici, coinvolgendo anche la sfera della competenza professionale. Recentemente, la questione è salita alla ribalta per un caso di presunta delegittimazione professionale subita dall'ingegnere Aldo Domenico Ficara, noto per le sue posizioni contrarie al progetto.

Secondo quanto riportato dallo stesso Ficara, alcuni suoi colleghi, favorevoli al Ponte, avrebbero lanciato attacchi diretti alla sua professionalità, a causa del suo dissenso. Questa dinamica mette in luce una problematica complessa e pervasiva, dove le divergenze di opinione su un'opera così mastodontica non si limitano al mero confronto tecnico, ma sfociano in un tentativo di minare la reputazione di chi esprime posizioni critiche.

In questo contesto, il gesto di Salvatore Antibo, leggenda dell'atletica leggera e medaglia d'argento ai Giochi Olimpici di Seul 1988, assume un valore simbolico significativo. Il suo "mi piace" di solidarietà, apposto su un post di Ficara, rappresenta un sostegno inaspettato ma potente. Antibo, non direttamente coinvolto nel dibattito tecnico-scientifico, ha voluto esprimere vicinanza a un professionista che, a suo dire, stava subendo attacchi ingiustificati. Questo gesto, proveniente da un campione che ha sempre incarnato valori di lealtà e correttezza, evidenzia come la questione del Ponte abbia ormai travalicato i confini della mera ingegneria, diventando un punto di riflessione sulla libertà di espressione e il rispetto delle diverse opinioni.

Il caso dell'ingegnere Ficara e il gesto di Salvatore Antibo ci ricordano che il dialogo costruttivo e rispettoso è fondamentale per affrontare questioni di tale portata, e che il dissenso, quando motivato e argomentato, non dovrebbe mai essere un pretesto per la delegittimazione professionale.