Dall’importo netto stipendiale del mese di marzo, visibile su NoiPA il 27 febbraio, molti docenti e ATA stanno riscontrando un netto inferiore rispetto a quello di gennaio. In diversi casi la differenza si avvicina ai 200 euro. Non si tratta di un errore di calcolo, ma di trattenute fiscali. Le trattenute fiscali e previdenziali in Italia sono importi obbligatori decurtati dal lordo in busta paga, costituiti principalmente da IRPEF (imposta sul reddito, con aliquote a scaglioni dal 23% al 43% nel 2025/2026) e contributi previdenziali (INPS, circa 9,19%-9,49% a carico del lavoratore), oltre alle addizionali regionali e comunali.
Dall’importo netto stipendiale del mese di marzo, visibile su NoiPA il 27 febbraio, molti docenti e ATA stanno riscontrando un netto inferiore rispetto a quello di gennaio. In diversi casi la differenza si avvicina ai 200 euro. Non si tratta di un errore di calcolo, ma di trattenute fiscali. Le trattenute fiscali e previdenziali in Italia sono importi obbligatori decurtati dal lordo in busta paga, costituiti principalmente da IRPEF (imposta sul reddito, con aliquote a scaglioni dal 23% al 43% nel 2025/2026) e contributi previdenziali (INPS, circa 9,19%-9,49% a carico del lavoratore), oltre alle addizionali regionali e comunali.