Il video su Giovanni Rappazzo
Giovanni Rappazzo, il messinese che anticipò il cinema sonoro: la storia dell’inventore dell’“Elettrocinefono”
Nel 1912 elaborò il principio del sincronismo cine-fonico. Una vicenda che intreccia innovazione, brevetti e la storia del cinema mondiale
di Aldo Domenico Ficara
La storia dell'innovazione è spesso fatta di grandi nomi, brevetti celebri e industrie capaci di trasformare un'intuizione in un prodotto di successo. Ma esistono anche storie rimaste ai margini della narrazione ufficiale, nonostante abbiano avuto come protagonisti uomini capaci di anticipare il proprio tempo.
È il caso di Giovanni Rappazzo, messinese nato nel 1893, al quale diverse ricostruzioni storiche attribuiscono un ruolo importante nello sviluppo del sincronismo tra immagini e suoni cinematografici.
Una vicenda particolarmente significativa per Messina e per la storia dell'Istituto Tecnico “Verona-Trento”, istituzione scolastica nella quale Rappazzo acquisì parte della formazione tecnica che avrebbe poi messo a frutto nelle sue sperimentazioni.
L'intuizione del 1912
Secondo la ricostruzione pubblicata da La Sicilia in un articolo di Carmelo Di Mauro del 3 novembre 2023, l'intuizione di Rappazzo risale all'estate del 1912, quando aveva appena 19 anni.
La passione per la cinematografia nasce anche dall'ambiente nel quale viveva. Il fratello Luigi lavorava nella cabina di proiezione del Cinema Concerto Eden di Messina e il giovane Giovanni ebbe così modo di osservare da vicino il funzionamento delle apparecchiature cinematografiche.
Da questa esperienza sarebbe nata l'idea di mettere in relazione immagini e suoni sulla stessa pellicola, superando il limite fondamentale del cinema dell'epoca: la proiezione delle immagini senza una registrazione sonora sincronizzata.
Rappazzo iniziò quindi una serie di esperimenti utilizzando strumenti e materiali disponibili nell'ambiente familiare, cercando di trasformare un'intuizione in una vera e propria tecnologia.
Dal cinema muto al sincronismo cine-fonico
Il progetto di Rappazzo prese il nome di Elettrocinefono e si basava sulla possibilità di registrare e riprodurre il suono in relazione alle immagini cinematografiche.
Le sperimentazioni riguardarono anche soggetti della vita quotidiana: una nave traghetto, una locomotiva, automobili, voci umane e suoni provenienti dall'ambiente messinese.
L'idea era rivoluzionaria per l'epoca: non accompagnare semplicemente il film con un suono prodotto separatamente, ma fare in modo che immagine e suono fossero sincronizzati attraverso il supporto cinematografico.
Secondo la ricostruzione riportata da La Sicilia, alcune delle prime dimostrazioni pubbliche si sarebbero svolte proprio a Messina, al Cinema Concerto Eden, già nel 1913.
Il problema dei brevetti e dei finanziamenti
La storia di Rappazzo è anche la storia di una difficoltà molto frequente nella trasformazione di un'invenzione in un'innovazione industriale: avere l'idea non significa necessariamente riuscire a sostenerne economicamente lo sviluppo.
Rappazzo continuò a lavorare alla propria tecnologia e nel 1921, dopo il trasferimento a Genova, depositò un brevetto relativo alla sua invenzione.
La ricostruzione pubblicata da La Sicilia sottolinea tuttavia le difficoltà economiche che impedirono al messinese di sviluppare industrialmente il progetto e di mantenere nel tempo la protezione brevettuale.
Nel frattempo, negli Stati Uniti, l'industria cinematografica stava investendo enormi risorse nello sviluppo del cinema sonoro.
La comparsa di sistemi industriali capaci di sincronizzare immagini e audio portò alla definitiva trasformazione del cinema.
“The Jazz Singer” e la nascita del cinema sonoro industriale
Il 6 ottobre 1927, al Warner's Theatre di New York, venne proiettato The Jazz Singer, diretto da Alan Crosland e prodotto dalla Warner Bros.
Il film è generalmente ricordato come uno dei momenti decisivi nella transizione dal cinema muto al cinema sonoro, anche se tecnicamente appartiene alla fase dei cosiddetti film part-talkie, nei quali la componente sonora non è uniformemente presente per tutta la durata dell'opera.
La pellicola ebbe un'importanza enorme nella storia dell'industria cinematografica e contribuì alla definitiva affermazione del sonoro.
Ed è proprio qui che la vicenda di Rappazzo assume il carattere di una storia di innovazione italiana rimasta a lungo poco conosciuta.
Una storia che merita di essere ricordata
Al di là delle diverse ricostruzioni sulla priorità delle invenzioni e sui successivi sviluppi industriali del cinema sonoro, la figura di Giovanni Rappazzo rappresenta una pagina significativa della storia tecnologica di Messina.
La sua vicenda mostra inoltre quanto possa essere importante il rapporto tra formazione tecnica, curiosità scientifica e capacità di sperimentazione.
Rappazzo non fu soltanto un inventore interessato al cinema. Nel corso della sua lunga attività continuò a sviluppare studi e apparecchiature legate alla registrazione e alla riproduzione del suono cinematografico e alla tecnologia fotoelettrica.
Nel 1962, secondo la ricostruzione citata da La Sicilia, fondò una scuola dedicata al film sonoro e continuò a divulgare la propria esperienza attraverso pubblicazioni e documentari.
Il legame con il Verona-Trento di Messina
C'è poi un elemento che rende la storia di Rappazzo particolarmente importante per la memoria del Verona-Trento di Messina.
La sua formazione tecnica viene infatti collegata alla Regia Scuola del Comitato Veneto Trentino, istituzione dalla quale sarebbe poi derivata la tradizione scolastica del Verona-Trento.
È un collegamento che merita di essere riscoperto perché racconta una scuola non soltanto come luogo di trasmissione di conoscenze, ma anche come ambiente nel quale possono nascere idee, sperimentazioni e innovazioni destinate a superare i confini dell'aula.
Giovanni Rappazzo e i “Caffè tecnologici di Ettore Majorana”
La figura di Giovanni Rappazzo sarà al centro del primo appuntamento dei “Caffè tecnologici di Ettore Majorana”, progetto didattico-culturale dedicato alla memoria della scuola tecnica messinese e al rapporto tra passato, presente e futuro dell'educazione tecnologica.
L'incontro, intitolato “Giovanni Rappazzo e Giuseppe Rago: due docenti, una scuola, una storia”, permetterà di mettere in relazione due figure appartenenti a momenti diversi della storia della formazione tecnica messinese.
Da una parte Giovanni Rappazzo, inventore e sperimentatore legato agli esordi del cinema sonoro; dall'altra Giuseppe Rago, docente e autore di testi di elettrotecnica che hanno accompagnato la formazione di generazioni di studenti.
Due storie diverse, ma unite da un elemento comune: la scuola tecnica come luogo nel quale il sapere può trasformarsi in innovazione.
Ed è proprio questa memoria che i “Caffè tecnologici di Ettore Majorana” intendono recuperare: non una semplice celebrazione del passato, ma la costruzione di un ponte tra la storia della scuola messinese e le nuove generazioni di studenti.
Giovanni Rappazzo, dunque, non è soltanto un nome da ricordare nella storia del cinema. È anche una figura attraverso la quale rileggere la storia della formazione tecnica a Messina e il ruolo che una scuola può avere nella nascita di una cultura dell'innovazione.