Stipendi nella scuola, Ficara contro il divario tra presidi e docenti: «La trasparenza non è sciacallaggio»
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Dopo le dichiarazioni di Antonello Giannelli, presidente nazionale dell’ANP, al IX Convegno nazionale dell’associazione, si riaccende il dibattito sulle differenze retributive tra dirigenti scolastici e insegnanti. Per il prof. Aldo Domenico Ficara, analizzare questi divari non significa alimentare contrapposizioni, ma affrontare una questione di equità e trasparenza.
Il problema degli stipendi degli insegnanti italiani torna al centro del dibattito pubblico, questa volta a partire dalle parole di Antonello Giannelli, presidente nazionale dell’Associazione nazionale presidi (ANP), intervenuto al IX Convegno nazionale dell’organizzazione.
In un’intervista a La Tecnica della Scuola, Giannelli ha sostenuto che i confronti retributivi tra dirigenti scolastici, docenti e personale ATA sarebbero impropri, definendo «sciacallaggio» la contrapposizione tra queste figure professionali. Secondo il presidente dell’ANP, la priorità dovrebbe essere una rivendicazione comune per ottenere retribuzioni adeguate per tutto il personale scolastico, anche rispetto alle altre categorie del pubblico impiego.
Giannelli ha inoltre richiamato questioni importanti come l’edilizia scolastica, l’estensione del tempo pieno, la formazione dei docenti e il riconoscimento di ulteriori benefici, tra cui i buoni pasto.
Temi sui quali è possibile sviluppare un confronto costruttivo. Ma resta una domanda: per chiedere stipendi migliori per tutti, bisogna davvero rinunciare ad analizzare le differenze retributive all’interno della stessa scuola?
Il commento del prof. Aldo Domenico Ficara: «Confrontare non significa dividere»
Il prof. Aldo Domenico Ficara, ingegnere elettrotecnico e docente, interviene nel dibattito contestando l’idea che il confronto tra gli stipendi dei dirigenti scolastici e quelli degli insegnanti debba essere considerato una pratica scorretta.
«In un Paese democratico, la trasparenza è un valore fondamentale. I dati retributivi delle istituzioni pubbliche devono poter essere conosciuti, analizzati e confrontati. Definire questi confronti “sciacallaggio” rischia di delegittimare una legittima attività di analisi, che può contribuire a comprendere le disparità esistenti nel sistema scolastico».
Per Ficara, il punto non è mettere in discussione la funzione dei dirigenti scolastici, né negare la complessità delle loro responsabilità. La questione riguarda piuttosto la necessità di esaminare con obiettività il rapporto tra le retribuzioni delle diverse figure professionali che operano nella scuola pubblica.
«È certamente condivisibile chiedere un miglioramento economico per tutto il personale scolastico. Ma la solidarietà sindacale non può diventare un motivo per evitare di discutere le differenze interne. Se gli stipendi degli insegnanti sono insufficienti, occorre affrontare anche il problema del divario con i dirigenti, utilizzando dati verificabili e criteri di confronto omogenei».
Un divario retributivo che merita un'analisi storica
Uno degli aspetti richiamati da Ficara riguarda l'evoluzione delle retribuzioni nel tempo.
«Circa 26-27 anni fa, secondo la mia ricostruzione, la differenza tra lo stipendio di un dirigente scolastico e quello di un docente poteva essere nell'ordine di 300-350 mila lire. Oggi il rapporto retributivo tra le due categorie è profondamente diverso. È necessario ricostruire con precisione come si sia arrivati alla situazione attuale, esaminando i contratti, le componenti accessorie e le responsabilità connesse ai rispettivi incarichi».
Il confronto, per essere rigoroso, deve tenere conto dell'anzianità di servizio, degli incarichi ricoperti, delle componenti fisse e accessorie della retribuzione, della tassazione e del potere d'acquisto. Non è sufficiente mettere a confronto due importi lordi senza specificarne la composizione.
Rimane tuttavia legittimo domandarsi se l'evoluzione delle retribuzioni abbia garantito un equilibrio soddisfacente tra le diverse professionalità della scuola.
Il tema assume ulteriore rilevanza quando si considera la condizione economica dei docenti italiani rispetto ai colleghi europei. Per stabilire la posizione effettiva dell'Italia, però, occorre utilizzare dati comparabili, considerando sia gli stipendi nominali sia il costo della vita, la progressione di carriera e il potere d'acquisto.
La complessità della dirigenza e il lavoro quotidiano dei docenti
Un altro argomento utilizzato nel dibattito riguarda la complessità organizzativa delle istituzioni scolastiche, soprattutto quando comprendono più plessi distribuiti sul territorio.
Ficara osserva che la gestione di una scuola non può essere valutata esclusivamente attraverso il numero delle sedi o la loro distanza geografica.
«La complessità organizzativa esiste e va riconosciuta, ma deve essere analizzata concretamente. La presenza di più plessi non dimostra automaticamente quante ore il dirigente trascorra fisicamente in ciascuna sede. Allo stesso modo, non sarebbe corretto presumere che tutti i dirigenti abbiano la medesima organizzazione del lavoro».
Il docente richiama inoltre il ruolo dello staff di dirigenza e dei collaboratori, figure che contribuiscono alla gestione quotidiana delle attività scolastiche.
La normativa consente al dirigente scolastico di individuare docenti collaboratori nell'ambito dell'organizzazione dell'istituto; la legge prevede, in particolare, la possibilità di individuare fino al 10% dei docenti per attività di supporto organizzativo e didattico, secondo le disposizioni applicabili.
Questo elemento, tuttavia, non elimina le responsabilità specifiche della dirigenza né rende automaticamente equivalenti i due ruoli. Serve piuttosto a ricordare che il funzionamento della scuola si fonda su una pluralità di professionalità e responsabilità, spesso interdipendenti.
«Il dirigente non lavora isolato, così come l'insegnante non svolge il proprio compito al di fuori di un'organizzazione. La scuola è un sistema complesso nel quale ogni componente contribuisce al risultato finale. Proprio per questo, il riconoscimento economico deve essere discusso senza pregiudizi e senza impedire l'esame delle differenze».
La solidarietà sindacale non deve cancellare le disparità
L'invito di Giannelli a evitare conflitti tra le diverse categorie della scuola pone una questione condivisibile: le rivendicazioni retributive dovrebbero mirare a migliorare le condizioni di tutto il personale.
Ma, secondo Ficara, la ricerca di una posizione comune non può tradursi nell'esclusione di qualsiasi confronto interno.
«Chiedere stipendi più alti per gli insegnanti non significa voler abbassare quelli dei dirigenti. Significa domandarsi se la distribuzione delle risorse e la crescita delle retribuzioni siano state equilibrate nel corso degli anni. Non si tratta di alimentare una guerra tra categorie, ma di chiedere risposte fondate sui numeri».
La questione è particolarmente importante in una fase in cui il potere d'acquisto dei lavoratori, l'inflazione e i rinnovi contrattuali rappresentano temi centrali del dibattito pubblico.
Se l'obiettivo è migliorare le condizioni economiche della scuola, occorre discutere tanto delle retribuzioni insufficienti quanto dei criteri che determinano le differenze tra i diversi profili professionali.
La domanda finale: perché il confronto dovrebbe essere considerato sconveniente?
Il dibattito aperto dalle dichiarazioni del presidente dell'ANP non dovrebbe ridursi a una contrapposizione personale tra chi dirige le istituzioni scolastiche e chi insegna nelle classi.
La questione riguarda il modello retributivo del sistema d'istruzione italiano e la capacità delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali di motivare le scelte economiche compiute nel corso degli anni.
Il prof. Aldo Domenico Ficara conclude con una posizione netta:
«Sono contrario a un divario stipendiale che non venga spiegato e giustificato attraverso criteri trasparenti, proporzionati e verificabili. Non sostengo che dirigenti e docenti debbano percepire necessariamente lo stesso stipendio: le responsabilità sono differenti e devono essere considerate. Contesto, invece, che il confronto tra le retribuzioni venga liquidato come un comportamento squallido o come sciacallaggio. In una democrazia, nessuna differenza economica che riguarda il denaro pubblico dovrebbe essere sottratta all'analisi».
La conclusione è semplice: la compattezza del mondo della scuola e la trasparenza retributiva non sono obiettivi incompatibili. Si può rivendicare un aumento degli stipendi per tutti e, contemporaneamente, chiedere che le differenze tra le categorie siano documentate, motivate e discusse pubblicamente.
Perché conoscere i numeri non significa creare divisioni. Significa mettere la scuola nelle condizioni di affrontare i propri problemi senza rinunciare alla verità dei dati.
Segui il canale WhatsApp Regolarità e Trasparenza nella Scuola: i dati saranno pubblicati sul canale WhatsApp RTS
Per rendere il dibattito più concreto e accessibile, Regolarità e Trasparenza nella Scuola pubblicherà sul proprio canale WhatsApp una tabella comparativa dedicata alle retribuzioni di docenti e dirigenti scolastici.
La tabella è pensata per offrire un quadro sintetico delle principali componenti retributive, distinguendo lo stipendio tabellare, l'indennità di vacanza contrattuale e, per i dirigenti scolastici, le componenti accessorie legate alla posizione e al risultato. L'obiettivo è favorire una lettura più consapevole delle differenze economiche tra le due figure professionali.
L'iniziativa si inserisce nella linea editoriale di RTS, che dal 1° ottobre 2026 dedica particolare attenzione alle tabelle stipendiali degli insegnanti, ai confronti numerici e statistici e alla ricostruzione storica delle retribuzioni.
La pubblicazione della tabella vuole contribuire a un confronto pubblico fondato sui dati, senza trasformare l'analisi delle differenze in una contrapposizione tra categorie. Per il prof. Aldo Domenico Ficara, infatti, la trasparenza retributiva non è sciacallaggio, ma uno strumento per comprendere le dinamiche economiche della scuola e discutere con maggiore consapevolezza il riconoscimento del lavoro svolto da tutto il personale.
La tabella sarà disponibile sul canale WhatsApp di RTS, raggiungibile direttamente a questo indirizzo:
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