Quattro euro all’ora, anzi due perché ho avuto la sfortuna di ammalarmi», ha scritto un professore. «L’anno scorso ho lavorato con quattordici classi e trecento studenti, con passione e soddisfazione – racconta -. Quello che è successo però è kafkiano. Ci sono regole punitive se un insegnante decide di lavorare qualche ora in più, rispetto alle diciotto canoniche per cui siamo pagati mediamente 1.500 euro netti al mese. Quest’anno ho avuto la pessima idea di accettare “spezzoni di cattedra” per tre ore settimanali. Mai più», dice. Inoltre beffa finale, come tutti i compensi non assegnati per tutto l’anno scolastico (quindi fino al 31 agosto), non portano nemmeno contributi previdenziali in surplus. In pratica, non incidono nemmeno sull’assegno pensionistico.
