Lettera per il lungomare di Furci Siculo
Oggi il lungomare di Furci Siculo appare profondamente segnato dalla devastazione causata dal ciclone Harry. Camminare idealmente tra quelle macerie significa attraversare non solo uno spazio ferito, ma anche una parte della mia storia personale e professionale.
Più di vent’anni fa, proprio lungo quel tratto di mare, passeggiavo lasciando che il rumore delle onde accompagnasse riflessioni, domande, intuizioni. Era un tempo in cui le idee nascevano senza clamore, passo dopo passo, guardando l’orizzonte. In quel luogo semplice e potente allo stesso tempo iniziarono a prendere forma i primi pensieri che avrebbero poi dato vita al progetto didattico “Le nanotecnologie”, sviluppato successivamente in collaborazione con Roberto Cingolani — allora scienziato e ricercatore, oggi amministratore delegato di Leonardo ed ex Ministro della Transizione Ecologica.
Quel lungomare non era solo una passeggiata: era uno spazio di libertà mentale, un laboratorio a cielo aperto dove il dialogo tra natura, scienza e futuro avveniva in modo spontaneo. Furci Siculo, con la sua luce e il suo mare, è stata parte silenziosa ma fondamentale di un percorso che ha unito educazione, innovazione e visione.
Vedere oggi quel luogo devastato provoca dolore, ma anche una responsabilità più grande. Perché se è vero che il ciclone ha colpito le strutture, non ha distrutto ciò che quel luogo ha generato: idee, progetti, relazioni, futuro. La memoria di quei passi e di quei pensieri resta viva e deve diventare seme per una ricostruzione non solo materiale, ma culturale e ambientale.
Ricordare il lungomare di Furci Siculo significa ricordare che anche dai margini, anche dai luoghi apparentemente periferici, possono nascere visioni capaci di dialogare con il mondo. E che il rispetto del territorio non è un concetto astratto, ma una scelta che riguarda il nostro modo di immaginare il domani.
Con questo spirito, affido queste parole alla memoria del mare, certo che Furci Siculo saprà ritrovare la sua voce, più consapevole e più forte di prima.
Aldo Domenico Ficara
CEO della Silicon Valley dello Stretto
