Editoriale del Prof. Aldo Domenico Ficara
CEO di Regolarità e Trasparenza nella Scuola
C'è una frase che, più di ogni altra, descrive il momento che sta vivendo il personale della scuola italiana:
"Di pagamento di arretrati e FIS non c'è certezza."
È una frase semplice, ma racchiude tutta la frustrazione di centinaia di migliaia di docenti e di lavoratori ATA che, ancora una volta, sono costretti ad attendere notizie su somme che spettano loro di diritto.
Non si tratta di bonus, regali o elargizioni straordinarie. Si tratta di denaro maturato lavorando. Eppure, ogni volta che si parla di arretrati contrattuali o di compensi del Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa (FIS), il copione si ripete: indiscrezioni, rinvii, ipotesi, date presunte e continue smentite.
Nel frattempo, il personale scolastico aspetta.
La domanda è inevitabile: perché in una Pubblica Amministrazione digitalizzata non si riesce a comunicare con chiarezza quando verranno pagate somme già dovute ai lavoratori?
Negli ultimi anni il personale della scuola è stato invitato ad avere pazienza per tutto: rinnovi contrattuali, ricostruzioni di carriera, recupero degli arretrati, pagamenti del FIS, emissioni speciali di NoiPA. La pazienza, però, non può diventare un modello permanente di gestione amministrativa.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Ogni giorno migliaia di docenti cercano risposte nei gruppi Facebook, nei forum e nei siti specializzati, perché spesso le informazioni ufficiali arrivano tardi oppure non arrivano affatto. È il segno evidente di un sistema di comunicazione istituzionale che non riesce a soddisfare un'esigenza fondamentale: dare certezze.
Ed è proprio questa assenza di certezze ad alimentare il proliferare di indiscrezioni, supposizioni e aspettative che finiscono inevitabilmente per trasformarsi in delusione.
Il Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa remunera attività che il personale ha già svolto. Gli arretrati contrattuali rappresentano somme già maturate. Non esiste alcuna ragione per cui il lavoratore debba vivere nell'incertezza fino all'ultimo giorno utile, senza sapere quando riceverà ciò che gli spetta.
La trasparenza amministrativa non consiste soltanto nel pubblicare documenti o decreti. Significa soprattutto comunicare in modo tempestivo, preciso e verificabile. Significa rispettare il diritto dei lavoratori a conoscere tempi e modalità delle procedure che incidono direttamente sulla loro vita economica.
La scuola italiana continua a chiedere professionalità, disponibilità, aggiornamento continuo e responsabilità al proprio personale. È una richiesta legittima. Ma altrettanto legittima è la richiesta dei lavoratori di ricevere puntualmente le retribuzioni e di essere informati con chiarezza sui tempi dei pagamenti.
Fino a quando non verranno fornite comunicazioni ufficiali inequivocabili, una sola affermazione continuerà a descrivere la realtà:
di pagamento di arretrati e FIS non c'è certezza.
Ed è proprio questa incertezza che mina la fiducia nelle istituzioni, alimenta il malcontento e rafforza la convinzione, sempre più diffusa tra il personale scolastico, che il rispetto dei diritti economici venga troppo spesso considerato una questione secondaria.
La scuola merita di più. I suoi lavoratori meritano di più. E soprattutto meritano una Pubblica Amministrazione capace di sostituire le indiscrezioni con le certezze e il silenzio con la trasparenza.
Prof. Aldo Domenico Ficara
CEO di Regolarità e Trasparenza nella Scuola
