Dalla catenaria della matematica ai piloni dello Stretto di Messina
Esistono infrastrutture che, pur avendo concluso la loro funzione originaria, continuano a raccontare una storia fatta di ingegno, innovazione e progresso. I piloni dell'antico elettrodotto dello Stretto di Messina rappresentano uno degli esempi più significativi del patrimonio industriale italiano e oggi diventano anche uno straordinario strumento educativo grazie al progetto CatenariaLab, ideato dal prof. Aldo Domenico Ficara.
Il nome del progetto richiama la catenaria, una particolare curva studiata in matematica e in fisica: è la forma assunta da una fune omogenea, flessibile e non estensibile quando è sospesa ai suoi estremi e soggetta esclusivamente al proprio peso. Dal punto di vista matematico, la curva è descritta dalla funzione del coseno iperbolico ed è alla base della progettazione di numerose strutture ingegneristiche.
I giganti d'acciaio che unirono Sicilia e Calabria
Quando si parla dello Stretto di Messina, il pensiero corre spesso ai suoi panorami, alle correnti marine e ai miti di Scilla e Cariddi. Tuttavia, tra i simboli più rappresentativi figurano anche i due grandi piloni dell'elettrodotto di Torre Faro e Santa Trada, autentici capolavori dell'ingegneria italiana del secondo dopoguerra.
La loro storia inizia nel 1948, quando nasce il progetto di collegare la Sicilia alla rete elettrica nazionale. I lavori prendono avvio nel 1952 e si concludono nel 1955 con la realizzazione di una campata sospesa di oltre 3,6 chilometri, all'epoca la più lunga al mondo.
L'elettrodotto, inizialmente funzionante a 150 kV, contribuì in maniera determinante allo sviluppo economico e industriale della Sicilia, garantendo un approvvigionamento energetico stabile in una fase di forte crescita dei consumi.
Un'opera da record
Le due torri in acciaio raggiungono i 224 metri di altezza, che diventano circa 235 considerando le fondazioni, con un peso di circa 450 tonnellate ciascuna.
Il pilone siciliano domina il paesaggio di Capo Peloro, nel borgo di Torre Faro a Messina, mentre quello calabrese sorge a Santa Trada, nel territorio di Villa San Giovanni, su un'altura posta a circa 165 metri sul livello del mare.
L'intera struttura venne progettata per resistere a terremoti fino al decimo grado della scala Mercalli e a venti superiori ai 150 km/h, rappresentando uno dei maggiori esempi di ingegneria strutturale del Novecento.
Da infrastruttura energetica a patrimonio industriale
Nel 1985 il collegamento aereo venne sostituito da un moderno elettrodotto sottomarino a 380 kV. I cavi sospesi furono definitivamente rimossi nel 1993 e i piloni sembravano destinati alla demolizione.
La loro straordinaria importanza storica e paesaggistica spinse però istituzioni e cittadini a promuoverne la conservazione. Oggi il pilone di Torre Faro è uno dei principali monumenti italiani di archeologia industriale, valorizzato anche da un sistema di illuminazione scenografica che ne esalta la maestosità.
Entrambi i piloni sono oggi utilizzati per attività di monitoraggio meteorologico, telecomunicazioni, esercitazioni di soccorso in quota e iniziative culturali. In alcune occasioni il pilone di Torre Faro è stato aperto al pubblico, consentendo ai visitatori di percorrere i suoi 2.240 gradini e ammirare uno dei panorami più spettacolari dello Stretto.
CatenariaLab: l'ingegneria entra in classe
Da questo straordinario patrimonio nasce CatenariaLab, progetto didattico ideato dal prof. Aldo Domenico Ficara.
L'iniziativa prevede la realizzazione di un modellino stilizzato dei due piloni dello Stretto, non in scala ma progettato per spiegare agli studenti i principi fondamentali della trasmissione dell'energia elettrica e il funzionamento dello storico collegamento tra Sicilia e Calabria.
Attraverso la costruzione del modello, gli studenti possono comprendere in maniera concreta concetti di elettrotecnica, fisica, matematica e ingegneria strutturale, trasformando una grande opera infrastrutturale in un efficace laboratorio interdisciplinare.
Il progetto è stato citato anche dal quotidiano online MessinaToday, a testimonianza dell'interesse suscitato da un approccio che unisce divulgazione scientifica, storia del territorio e innovazione didattica.
WikiSAS: la sostenibilità diventa laboratorio
CatenariaLab rappresenta inoltre uno dei protagonisti del manifesto del progetto WikiSAS – Wiki Sicurezza Arredi Scolastici, iniziativa che propone una nuova visione della scuola fondata su sostenibilità, riciclo e innovazione.
Il manifesto comunica con uno stile grafico moderno e tecnologico il valore della didattica laboratoriale, mostrando come il recupero di arredi scolastici possa generare nuove opportunità educative.
In questo contesto, CatenariaLab dimostra come materiali destinati allo smaltimento possano essere trasformati in strumenti didattici per affrontare temi di fisica, elettrotecnica, ingegneria civile e storia della tecnologia, favorendo un apprendimento attivo e multidisciplinare.
Un ponte tra memoria, innovazione e formazione
I piloni dello Stretto di Messina continuano oggi a svolgere una missione diversa da quella per cui furono costruiti. Non trasportano più energia elettrica, ma trasmettono conoscenza, cultura tecnica e memoria storica.
Grazie a progetti come CatenariaLab e WikiSAS, il patrimonio industriale italiano diventa uno strumento per educare le nuove generazioni ai valori dell'ingegneria, della sostenibilità ambientale e dell'innovazione tecnologica.
I due giganti d'acciaio che per decenni hanno unito elettricamente Sicilia e Calabria continuano così a costruire nuovi ponti: non più soltanto tra due sponde, ma tra passato e futuro, tra storia e scuola, tra patrimonio industriale e formazione scientifica.
