CEI 78-25: è arrivata la prima norma italiana per la valutazione del rischio da arco elettrico (Arc Flash)
La sicurezza elettrica nei luoghi di lavoro entra in una nuova fase. Con la pubblicazione del Rapporto Tecnico CEI 78-25, avvenuta nell'agosto 2025, l'Italia si dota per la prima volta di un documento tecnico nazionale dedicato alla valutazione del rischio da arco elettrico (Arc Flash).
Si tratta di una novità destinata ad avere un impatto significativo sul lavoro di progettisti, datori di lavoro, responsabili del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), consulenti della sicurezza e manutentori degli impianti elettrici.
Fino ad oggi, infatti, la valutazione del rischio Arc Flash era affidata principalmente a standard internazionali come IEEE 1584-2018 e NFPA 70E, documenti autorevoli ma sviluppati per il contesto normativo statunitense. Con la CEI 78-25 nasce invece un riferimento tecnico italiano, pensato per adattarsi alla realtà degli impianti elettrici presenti nel nostro Paese.
Una svolta per la sicurezza elettrica
Il rischio da arco elettrico rappresenta uno degli aspetti più critici della sicurezza durante i lavori elettrici.
Un arco elettrico può svilupparsi in pochi millisecondi a seguito di un guasto, di un cortocircuito o di un errore operativo. L'energia liberata è enorme e può produrre:
- temperature superiori a 20.000 °C;
- intense radiazioni termiche e luminose;
- vaporizzazione dei metalli;
- proiezione di materiale incandescente;
- onde di pressione capaci di provocare gravi traumi.
Le conseguenze per gli operatori possono essere estremamente gravi: ustioni profonde, danni permanenti alla vista e all'udito, lesioni da esplosione e, nei casi più drammatici, anche il decesso.
Per questo motivo la corretta valutazione dell'energia sviluppata durante un eventuale Arc Flash rappresenta uno degli elementi fondamentali della gestione del rischio elettrico.
Perché nasce la CEI 78-25
Il nuovo Rapporto Tecnico nasce con l'obiettivo di colmare un vuoto normativo presente da molti anni.
Sebbene il rischio da arco elettrico fosse già conosciuto e affrontato nella pratica professionale, mancava un documento tecnico nazionale capace di fornire criteri uniformi per:
- valutare il livello di rischio;
- determinare l'energia incidente;
- stabilire le distanze di sicurezza;
- individuare i DPI più adeguati;
- uniformare le procedure di lavoro.
La CEI 78-25 offre finalmente un linguaggio comune tra progettisti, verificatori, consulenti della sicurezza e imprese.
Le principali novità introdotte
Uno degli aspetti più innovativi del documento riguarda l'introduzione di un metodo semplificato di calcolo specificamente sviluppato per gli impianti in bassa tensione.
La metodologia consente di stimare in maniera pratica:
- l'energia incidente sull'operatore;
- la distanza limite oltre la quale il rischio diventa accettabile;
- la categoria dei DPI anti-arco più idonea;
- le condizioni operative maggiormente critiche.
Il documento mantiene inoltre la possibilità di utilizzare metodologie più avanzate, come quelle previste dallo standard IEEE 1584-2018, quando siano necessarie valutazioni di maggiore dettaglio.
DPI: una scelta finalmente basata sul rischio
Uno dei problemi più frequenti nella gestione della sicurezza elettrica riguarda la scelta dei dispositivi di protezione individuale.
Spesso gli operatori utilizzano indumenti con livelli di protezione non adeguati oppure, al contrario, eccessivamente protettivi, con conseguente perdita di comfort e riduzione dell'operatività.
La CEI 78-25 introduce criteri tecnici che permettono di selezionare i DPI sulla base dell'energia incidente realmente calcolata.
In particolare vengono fornite indicazioni utili per la scelta degli indumenti anti-arco, normalmente classificati in Classe 1 e Classe 2, oltre ai requisiti di protezione per:
- elmetti;
- visiere;
- guanti;
- protezioni del volto;
- altri dispositivi necessari durante i lavori sotto tensione o in prossimità di parti attive.
Chi dovrà applicare la nuova norma
L'interesse per la CEI 78-25 non riguarda esclusivamente i progettisti elettrici.
Il documento costituisce infatti uno strumento operativo anche per:
- datori di lavoro;
- RSPP;
- ASPP;
- coordinatori della sicurezza;
- consulenti HSE;
- manutentori elettrici;
- imprese installatrici;
- verificatori degli impianti;
- organismi di formazione.
La metodologia potrà essere utilizzata nell'ambito della valutazione dei rischi prevista dal D.Lgs. 81/2008, contribuendo a rendere più oggettiva e documentabile l'analisi del rischio elettrico.
Un passo verso gli standard internazionali
L'adozione della CEI 78-25 rappresenta anche un importante processo di armonizzazione con le migliori pratiche internazionali.
Pur mantenendo un approccio nazionale, il rapporto tecnico recepisce i principi consolidati sviluppati negli ultimi anni dagli organismi internazionali, adattandoli alle caratteristiche degli impianti italiani.
Questo consentirà una maggiore uniformità nelle valutazioni tecniche e faciliterà il confronto con le procedure già adottate da molte multinazionali e grandi aziende industriali.
La prevenzione resta la migliore protezione
La pubblicazione della CEI 78-25 non elimina naturalmente il rischio da arco elettrico, ma fornisce finalmente uno strumento concreto per gestirlo in maniera scientifica e documentata.
La corretta progettazione degli impianti, la manutenzione periodica, la formazione degli operatori, l'adozione di adeguate procedure di lavoro e la scelta dei DPI rimangono gli elementi fondamentali della prevenzione.
Il nuovo Rapporto Tecnico costituisce però un tassello essenziale di questo sistema di sicurezza, offrendo criteri condivisi che contribuiranno ad aumentare il livello di tutela dei lavoratori impegnati nelle attività elettriche.
Conclusioni
Con la pubblicazione della CEI 78-25, l'Italia compie un importante salto di qualità nel settore della sicurezza elettrica. Per la prima volta è disponibile un riferimento tecnico nazionale dedicato alla valutazione del rischio da arco elettrico, capace di integrare le migliori esperienze internazionali con un metodo di calcolo sviluppato per il contesto italiano.
Per aziende, progettisti e professionisti della sicurezza si apre una nuova stagione nella gestione del rischio elettrico: più consapevole, più uniforme e soprattutto più orientata alla prevenzione. L'auspicio è che la diffusione della CEI 78-25 contribuisca a ridurre gli incidenti sul lavoro e a rafforzare la cultura della sicurezza, trasformando la valutazione del rischio da Arc Flash da pratica specialistica a componente ordinaria della progettazione e della gestione degli impianti elettrici.