Anno 2013, la ferita ancora aperta degli insegnanti: «Sono andata in pensione e ho dovuto restituire 2.600 euro»
L'anno 2013 continua a essere una ferita aperta per migliaia di insegnanti. Una ferita che, per alcuni, non riguarda soltanto la mancata progressione economica e il mancato recupero dell'anno ai fini della carriera, ma anche le conseguenze amministrative che si sono trascinate fino al momento della pensione.
A raccontare una di queste vicende è un'insegnante ormai pensionata, che ha affidato la propria amarezza a un commento sulla vicenda del 2013 non riconosciuto ai docenti.
La sua storia è particolarmente significativa perché, secondo il suo racconto, proprio nel momento del passaggio alla pensione si è trovata a dover affrontare una richiesta di restituzione di somme che l'amministrazione aveva precedentemente corrisposto.
«Sono andata in pensione il 1° settembre 2021»
La docente racconta di essere andata in pensione il 1° settembre 2021. Poco prima, nell'agosto dello stesso anno, sarebbe stata contattata dalla Ragioneria di Venezia.
Il motivo della telefonata, secondo quanto riferito dalla pensionata, riguardava una presunta rivalutazione relativa al 2013 che le sarebbe stata corrisposta indebitamente.
«Mi chiamano dicendo che avevo percepito indebitamente la rivalutazione dell'anno 2013», racconta.
La questione, però, avrebbe avuto un elemento ancora più pesante: la docente precisa infatti che non si sarebbe trattato di un comportamento doloso da parte sua, ma di un errore riconducibile all'amministrazione.
Il conto presentato alla pensionata
Secondo il racconto, la somma complessivamente recuperata sarebbe stata di circa 2.600 euro, prelevati dagli 8/12 della tredicesima, ai quali si sarebbe aggiunta una ulteriore somma di circa 600 euro da rimborsare allo Stato.
Una situazione che, per la docente, ha trasformato il momento della pensione in un'ulteriore fonte di amarezza.
«Ho dovuto pagare per chiudere la questione», racconta, spiegando però di non aver ancora superato la rabbia per quanto accaduto.
Ed è proprio questo il punto che rende la testimonianza particolarmente forte: un errore amministrativo può ricadere economicamente sul lavoratore anche quando quest'ultimo non ha avuto alcuna responsabilità nella formazione dell'errore?
Il paradosso del 2013
La vicenda individuale si inserisce nella più ampia questione dell'anno 2013, rimasto congelato ai fini della progressione economica della carriera dei dipendenti pubblici.
Per gli insegnanti il tema è diventato negli anni uno dei simboli del malcontento sul trattamento economico della categoria.
Il problema non riguarda soltanto qualche centinaio di euro in più o in meno in busta paga. Il mancato riconoscimento dell'anno può avere effetti sulla progressione stipendiale, determinando conseguenze che si trascinano per tutta la carriera e, in determinate situazioni, anche sulla posizione economica complessiva del lavoratore.
La testimonianza della pensionata aggiunge però un ulteriore elemento: la gestione degli errori amministrativi e dei recuperi di somme già percepite.
«In quale Paese normale può accadere tutto ciò?»
La domanda conclusiva della docente è soprattutto una domanda di giustizia e di proporzionalità:
«In quale paese normale può accadere tutto ciò?»
Una domanda che non riguarda soltanto i 2.600 euro recuperati o i 600 euro da restituire, ma il rapporto stesso tra amministrazione pubblica e lavoratore.
Se una somma viene corrisposta per errore dall'amministrazione e il dipendente la riceve senza dolo, la gestione della successiva richiesta di restituzione diventa inevitabilmente una questione delicata.
E quando il destinatario è un lavoratore che sta per andare in pensione, l'impatto economico e psicologico può essere ancora maggiore.
La rabbia dopo cinque anni di pensione
La docente conclude il suo intervento con parole durissime sul trattamento riservato agli insegnanti.
«Viviamo in un paese in cui i docenti sono trattati peggio di tutte le altre categorie», afferma, manifestando una rabbia che, a distanza di quasi cinque anni dalla pensione, non è ancora passata.
Al di là delle valutazioni politiche, resta una considerazione: il tema degli stipendi degli insegnanti non può essere ridotto soltanto alla cifra indicata sul cedolino.
Dentro la questione salariale ci sono progressioni di carriera, rinnovi contrattuali, arretrati, pensioni, errori amministrativi e recuperi di somme. E soprattutto ci sono lavoratori che, dopo decenni trascorsi nella scuola, possono arrivare alla pensione con la sensazione di non aver ricevuto il riconoscimento economico che ritenevano dovuto.
Il 2013 non è soltanto una cifra
Per molti docenti il 2013 è diventato una parola simbolo: rappresenta un anno che continua a pesare sulle carriere e sulla percezione di equità del sistema.
La testimonianza della pensionata veneziana riporta dunque in primo piano una questione che non riguarda soltanto il passato.
Perché quando un insegnante, dopo essere andato in pensione, racconta di aver dovuto restituire migliaia di euro a causa di un errore amministrativo e di portarsi ancora dentro, anni dopo, «l'amaro in bocca», il problema non è più soltanto contabile.
È una questione di fiducia nei confronti dello Stato e di dignità professionale.
Di seguito il commento social
Si tratta di una vergogna tutta italiana quella riguardante gli stipendi degli insegnanti, anche se sono in pensione da quasi 5 anni. Ma il trattamento ricevuto con la mancata retribuzione del 2013 mi lascia ancora l'amaro in bocca. Vado a spiegare: vado in pensione il 1 settembre 2021 e ad agosto mi chiama la ragioneria di Venezia dicendo che avevo percepito indebitamente la rivalutazione dell'anno 2013 e che pertanto avrei dovuto rimborsare, senza dolo perché colpa dell'amministrazione, i soldi ricevuti come avanzamenti di carriera. In totale 2600 euro tolti dagli 8/12 di tredicesima e in più con 600 euro da rimborsare allo stato. Mi chiedo: in quale paese normale può accadere tutto ciò? Ho dovuto pagare x chiudere la questione, ma ho ancora la rabbia per l'accaduto.!!! Viviamo in un paese in cui i docenti sono trattati peggio di tutte le altre categorie!!! Ringraziamo i politicanti da strapazzo che ci governano.