Rinnovo CCNL Scuola: aumenti azzerati e debiti a settembre per chi ha l'assegno riassorbibile. La denuncia di Ficara
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L’applicazione del nuovo CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 non porterà gli stessi benefici economici a tutto il personale della scuola. Per una platea di dipendenti, l'atteso incremento retributivo rischia di trasformarsi in una doccia fredda: la presenza di un assegno personale riassorbibile comporterà la contestuale riduzione della voce stipendiale aggiuntiva, annullando in tutto o in parte i guadagni del rinnovo.
L'effetto collaterale più critico riguarda gli arretrati contrattuali, che per questi lavoratori non matureranno nella misura spettante agli altri colleghi. In diversi casi, la riapplicazione dei conteggi genererà persino un debito nei confronti dello Stato, il cui recupero prenderà il via con la rata stipendiale di settembre 2026.
Il nodo dell'Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC)
All’origine del conguaglio negativo c'è l’Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC) — identificata dal codice assegno 129 — erogata nel periodo compreso tra aprile 2025 e luglio 2026. Questa voce non è stata riassorbita automaticamente durante la fase di transizione e applicazione del nuovo contratto.
Con l'entrata a regime degli aumenti tabellari e il conseguente ricalcolo dell'assegno riassorbibile, l'IVC percepita risulterà in eccedenza. La somma dovuta dai lavoratori verrà quindi recuperata dal MEF/NoiPA mediante la rateizzazione in tre tranche mensili.
La denuncia del Prof. Aldo Domenico Ficara
Sulla vicenda è intervenuto in modo critico il Prof. Aldo Domenico Ficara, docente ed esperto di dinamiche scolastiche e retributive:
«Ci troviamo di fronte a una stortura paradossale del sistema retributivo della scuola. Mentre la narrazione ufficiale parla di aumenti e valorizzazione del personale, una fetta di lavoratori scopre che il rinnovo contrattuale si traduce in una trattenuta in busta paga. L'assegno personale nasce per tutelare i diritti acquisiti, ma il meccanismo del riassorbimento automatico finito per vanificare gli effetti di qualsiasi miglioramento contrattuale.»
Il Prof. Ficara ha inoltre espresso forte preoccupazione per la gestione dei conguagli previsti per il rientro dalle vacanze estive:
«Chiedere la restituzione dell'IVC a partire da settembre 2026, con una suddivisione in soli tre scaglioni, significa impattare pesantemente sul potere d'acquisto delle famiglie in un mese già gravato dalle spese di inizio anno scolastico. È indispensabile un chiarimento immediato da parte dei ministeri competenti per tutelare chi, pur avendo lavorato regolarmente, si ritroverà con uno stipendio decurtato o a debito.»
