Scuola, 500 euro netti e quattordicesima: le richieste che arrivano dal gruppo “Ridateci il 2013”

 


500 euro netti in più in busta paga, quattordicesima, buoni pasto, mobilità intercompartimentale, riscatto gratuito della laurea, riconoscimento del 2013, tutela del lavoro fragile e pensione a 60 anni.

È questa la piattaforma di richieste contenuta in un commento pubblicato nel gruppo Facebook “Ridateci il 2013”, dove continua il confronto sul tema della valorizzazione economica e normativa del personale della scuola.

Si tratta di proposte che, se trasformate in misure concrete, avrebbero un impatto significativo sulle condizioni economiche e lavorative di docenti e personale ATA.

500 euro netti in più ogni mese

La prima richiesta riguarda un incremento di 500 euro netti mensili in busta paga.

Una misura di questo tipo rappresenterebbe un intervento particolarmente rilevante sulla retribuzione del personale scolastico e viene collegata alla necessità di recuperare il potere d'acquisto perso negli anni e di rendere maggiormente attrattivo il lavoro nella scuola.

Il tema salariale rimane infatti uno dei principali punti del dibattito sul futuro del comparto Istruzione.

Quattordicesima e buoni pasto

Tra le richieste compare anche l'introduzione della quattordicesima mensilità.

A questa si aggiunge la richiesta di buoni pasto per ogni giornata lavorativa, una misura che avrebbe l'obiettivo di riconoscere anche sotto il profilo del welfare una parte dei costi sostenuti quotidianamente dal personale.

Le due proposte puntano quindi a rafforzare sia la componente direttamente retributiva sia quella legata ai benefici accessori.

Mobilità intercompartimentale

Un altro punto riguarda la mobilità intercompartimentale, cioè la possibilità di favorire il passaggio del personale tra differenti comparti della pubblica amministrazione.

La richiesta viene inserita nel quadro di una maggiore flessibilità delle carriere e della valorizzazione dell'esperienza professionale maturata dai dipendenti pubblici.

Riscatto della laurea a costo zero

Particolarmente ambiziosa è la proposta relativa al riscatto gratuito degli anni di laurea.

L'obiettivo sarebbe consentire al lavoratore di valorizzare ai fini previdenziali il proprio percorso universitario senza sostenere i costi normalmente associati al riscatto.

Una misura di questo genere avrebbe evidenti conseguenze sul piano previdenziale e richiederebbe necessariamente un intervento legislativo specifico.

Il riconoscimento dell'anno 2013

Non poteva mancare uno dei temi che caratterizzano maggiormente il gruppo “Ridateci il 2013”: il riconoscimento dell'anno 2013 ai fini della progressione economica.

La questione è da anni al centro delle rivendicazioni di una parte del personale della scuola, che chiede il superamento degli effetti prodotti dal blocco della progressione economica e il recupero dell'anno ai fini della ricostruzione della carriera.

Lavoro fragile e pensione a 60 anni

La piattaforma comprende infine due richieste di carattere previdenziale e sociale.

Da una parte viene chiesto il riconoscimento del lavoro fragile, con una maggiore tutela per le condizioni lavorative considerate particolarmente gravose o vulnerabili.

Dall'altra viene proposta la possibilità di accedere alla pensione a 60 anni.

Anche in questo caso si tratterebbe di una modifica di grande portata, che dovrebbe essere disciplinata attraverso specifici interventi sulla normativa previdenziale.

Una piattaforma che riapre il dibattito

Le otto richieste rappresentano, al momento, proposte e rivendicazioni espresse nel dibattito del gruppo, e non misure già approvate.

Il loro interesse sta soprattutto nel fatto che mettono insieme, in un'unica piattaforma, questioni economiche, contrattuali, previdenziali e di organizzazione del lavoro.

Dal recupero del potere d'acquisto al riconoscimento del 2013, passando per quattordicesima, buoni pasto, mobilità e previdenza, il messaggio che arriva dal gruppo è netto: per restituire dignità al lavoro nella scuola, secondo gli autori della proposta, non basterebbero piccoli interventi, ma sarebbe necessario un intervento strutturale sul trattamento economico e normativo del personale.

Il confronto, intanto, continua tra i lavoratori e nei gruppi social dedicati alla scuola.