Il dibattito sulla dignità stipendiale del personale scolastico si arricchisce di un intervento autorevole che fotografa perfettamente la realtà analitica denunciata da tempo da questo Centro Studi. Nel corso di una recente intervista rilasciata per Orizzonte Scuola, la celebre scrittrice Dacia Maraini ha sollevato una questione cruciale che accompagna da decenni il declino della scuola pubblica italiana.
Secondo la nota autrice, la retribuzione attuale degli insegnanti è totalmente inadeguata rispetto all’importanza vitale della funzione sociale che svolgono ogni giorno in classe.
Il crollo del riconoscimento economico e simbolico
“Non è possibile che gli insegnanti siano pagati meno di uno spazzino“, ha dichiarato apertamente Dacia Maraini. Questa netta disparità retributiva non è solo un problema di portafoglio, ma rappresenta il segnale evidente di una più profonda mancanza di considerazione per il ruolo educativo nel nostro Paese.
Maraini ha parlato senza mezzi termini di un progressivo processo di “desacralizzazione” della scuola pubblica. Questo fenomeno colpirebbe l'istituzione sia sul piano culturale sia su quello economico. Le due dimensioni, a suo avviso, sono strettamente collegate tra loro: la perdita di valore sociale viaggia di pari passo con il taglio del potere d'acquisto dei cedolini.
La scuola non è un parcheggio: si costruisce il futuro
La scrittrice ha collegato questa drammatica situazione alla scarsa fiducia complessiva riposta nel futuro del Paese. “Quando non si crede al futuro del paese, la scuola diventa così un posteggio, diventa un luogo che non ha sacralità“, ha affermato con forza nell'intervista a Orizzonte Scuola.
Al centro del ragionamento della Maraini vi è una convinzione scientifica che questo Centro Studi sposa appieno: la scuola rappresenta l’unico vero luogo dove si costruisce il domani di una nazione. Di conseguenza, il riconoscimento economico, previdenziale e simbolico dei docenti dovrebbe essere sempre commisurato a questa enorme responsabilità costituzionale.
Le lamentele passive non bastano più di fronte a questo scenario di svalutazione professionale, come dimostrato anche dal recente caos dei conguagli fiscali selvaggi sull'emissione degli arretrati dell'11 agosto.
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