Stipendi scuola, 250 euro in più dal 2027 e altri 250 dal 2028: RTS apre il confronto sulla proposta
Gli aumenti contrattuali appena definiti rappresentano un passo avanti, ma secondo Regolarità e Trasparenza nella Scuola (RTS) non sono sufficienti a colmare il divario retributivo che ancora separa il personale dell'Istruzione da altri comparti della Pubblica amministrazione.
Da qui nasce l'idea di aprire un nuovo confronto nel gruppo Facebook “Ridateci il 2013” e nel canale WhatsApp di Regolarità e Trasparenza nella Scuola, con l'obiettivo di valutare il sostegno a una proposta ulteriore: 250 euro mensili in più dal 2027 attraverso l'indennità integrativa speciale, con altri 250 euro dal 2028.
Un intervento aggiuntivo rispetto al rinnovo contrattuale
La proposta non dovrebbe sostituire gli aumenti previsti dal CCNL, ma rappresentare un intervento aggiuntivo destinato a rafforzare la retribuzione del personale scolastico.
L'ipotesi di intervenire sull'indennità integrativa speciale punta quindi a introdurre nuove risorse a favore di docenti e personale ATA, con l'obiettivo di ridurre progressivamente il divario retributivo.
Ficara: “Il contratto non può essere il punto di arrivo”
A spiegare la posizione di RTS è il prof. Aldo Domenico Ficara, CEO di Regolarità e Trasparenza nella Scuola, secondo il quale il rinnovo contrattuale deve essere considerato un punto di partenza e non il traguardo della politica retributiva per il personale dell'Istruzione.
“Gli aumenti contrattuali sono importanti, ma non possiamo considerare chiusa la questione degli stipendi della scuola. Se il divario con gli altri comparti della Pubblica amministrazione rimane significativo, occorre ragionare su ulteriori strumenti di perequazione”.
Ficara sottolinea inoltre che l'eventuale incremento dell'indennità integrativa speciale dovrebbe essere aggiuntivo rispetto agli aumenti contrattuali già riconosciuti.
“L'ipotesi dei 250 euro dal 2027 e di ulteriori 250 euro dal 2028 merita di essere discussa senza pregiudizi. Non si tratta di confondere una proposta con una misura già approvata, ma di aprire un confronto tra i lavoratori della scuola sulla possibilità di sostenere una rivendicazione economica strutturale”.
Il confronto parte dai social
La discussione sarà quindi affidata anche alla partecipazione del personale scolastico.
Nel gruppo Facebook “Ridateci il 2013” e nel canale WhatsApp di RTS potranno essere raccolte opinioni, osservazioni e valutazioni sulla proposta, verificando anche il livello di consenso tra docenti e ATA.
L'obiettivo, secondo Ficara, è trasformare il confronto social in un momento di partecipazione e proposta, evitando che la questione salariale venga affrontata soltanto quando si apre una nuova stagione contrattuale.
“Vogliamo capire cosa ne pensano realmente i lavoratori. Prima di sostenere una proposta è necessario discuterla, analizzarne gli effetti e verificarne il consenso. Se emergerà una richiesta forte e condivisa, RTS potrà farsi portavoce di questa posizione”.
250 euro nel 2027 e altri 250 nel 2028: una proposta, non ancora una norma
È importante precisare che i 250 euro aggiuntivi dal 2027 e gli ulteriori 250 euro dal 2028 non sono oggi previsti dal CCNL e non costituiscono un aumento già riconosciuto.
Si tratta di una proposta che richiederebbe nuove risorse pubbliche e specifici interventi normativi e finanziari.
Il confronto che RTS intende promuovere punta quindi a una domanda più ampia: gli aumenti contrattuali appena ottenuti sono sufficienti oppure la scuola ha bisogno di un ulteriore intervento strutturale per recuperare il divario retributivo?
La risposta, questa volta, potrebbe arrivare direttamente dai lavoratori attraverso il dibattito nel gruppo “Ridateci il 2013” e nel canale WhatsApp di Regolarità e Trasparenza nella Scuola.
