Ore oltre le 18 settimanali, il Centro Studi RTS pubblica una scheda di autotutela: «Prima l’accettazione volontaria del docente»
Un vademecum dedicato alle ore eccedenti l’orario settimanale torna al centro del dibattito scolastico. Il Centro Studi Regolarità e Trasparenza nella Scuola (RTS) ha elaborato una “Scheda tecnica di assalto legale – Ore eccedenti oltre le 18 ore settimanali”, con l’obiettivo dichiarato di fornire ai docenti della scuola secondaria uno strumento di autotutela e di chiarimento sui propri diritti.
La scheda, firmata dal Prof. Ing. Aldo Domenico Ficara, Fondatore RTS, concentra l'attenzione su una questione particolarmente sensibile nella fase di elaborazione dell'orario scolastico: la differenza tra l'orario ordinario di insegnamento e le ore eccedenti rispetto alle 18 ore settimanali.
Il documento individua quattro punti che, secondo il Centro Studi, dovrebbero essere attentamente verificati dal docente prima di accettare ulteriori ore.
Il primo punto: le 18 ore come limite dell'orario ordinario
La scheda parte dall'articolo 28 del CCNL e richiama l'orario di insegnamento della scuola secondaria, fissato ordinariamente in 18 ore settimanali, distribuite in almeno cinque giornate.
Secondo l'impostazione proposta da RTS, bisogna distinguere chiaramente tra l'orario obbligatorio e le eventuali prestazioni aggiuntive.
La questione diventa particolarmente importante nella fase di costruzione dell'orario, quando possono emergere frazioni di cattedra o spezzoni che portano alla possibilità di attribuire ore ulteriori.
Il messaggio del Centro Studi è quindi quello di non confondere automaticamente l'esigenza organizzativa della scuola con un obbligo individuale del docente.
Ore eccedenti fino a 24: la parola chiave è volontarietà
È questo il secondo pilastro della scheda RTS.
Il documento richiama la possibilità di attribuire ore eccedenti fino a un massimo di 24 ore settimanali, sottolineando però la necessità di distinguere queste ore dall'orario ordinario.
Secondo il vademecum, l'assegnazione dovrebbe essere preceduta dalla formale e preventiva accettazione volontaria del docente.
Da qui deriva una delle indicazioni più importanti contenute nella scheda: il docente che non intende accettare ore eccedenti dovrebbe poter manifestare formalmente la propria indisponibilità.
RTS suggerisce quindi di utilizzare una comunicazione scritta, evitando che la disponibilità o il rifiuto rimangano affidati esclusivamente a comunicazioni verbali.
Non confondere le ore eccedenti con le sostituzioni
Un'altra distinzione evidenziata nella scheda riguarda le sostituzioni dei colleghi assenti.
Il fatto che in determinate circostanze un docente possa essere chiamato a effettuare una sostituzione non significa automaticamente che tale situazione possa essere trasformata in uno spezzone fisso di orario oltre le 18 ore.
Il documento invita pertanto a mantenere separate le diverse fattispecie:
una cosa è la sostituzione temporanea di un collega assente, altra cosa è l'attribuzione stabile di ore eccedenti rispetto all'orario ordinario.
Questa distinzione è particolarmente importante perché consente al docente di capire esattamente che tipo di prestazione gli viene richiesta e sulla base di quale presupposto.
Il quarto punto: attenzione anche al cedolino NoiPA
La scheda RTS non si ferma alla questione dell'accettazione dell'incarico, ma richiama anche l'aspetto economico.
Nel caso in cui il docente accetti volontariamente le ore eccedenti, il Centro Studi sottolinea la necessità di verificare che l'attribuzione sia formalizzata per iscritto e che la relativa remunerazione sia correttamente riconosciuta.
La scheda richiama, in particolare, il criterio della retribuzione proporzionata all'ora aggiuntiva e invita il docente a controllare attentamente il successivo cedolino NoiPA.
Il principio proposto è semplice: se una prestazione aggiuntiva viene accettata e svolta, deve essere verificata anche la corretta contabilizzazione della relativa retribuzione.
Perché la scheda può essere utile ai docenti
Il valore del documento elaborato dal Centro Studi RTS sta soprattutto nel tentativo di trasformare una questione spesso affrontata informalmente in una procedura più ordinata.
Davanti alla proposta di svolgere ore oltre l'orario ordinario, il docente dovrebbe poter conoscere:
- quante ore gli vengono richieste;
- per quale motivo vengono assegnate;
- se si tratta di ore eccedenti o di sostituzioni;
- se è prevista una specifica accettazione;
- come viene formalizzato l'incarico;
- quale compenso è previsto;
- come verificare il pagamento sul cedolino.
In altre parole, RTS propone di sostituire l'approccio del “si è sempre fatto così” con quello della verifica documentale.
Autotutela non significa rifiutare il lavoro
È questo uno degli aspetti sui quali il Centro Studi insiste maggiormente.
La scheda non dovrebbe essere letta come un invito generalizzato a rifiutare le ore aggiuntive.
Un docente può infatti essere perfettamente disponibile ad accettarle.
La questione è un'altra: la disponibilità deve essere consapevole e formalizzata, soprattutto quando si tratta di prestazioni che incidono sull'orario settimanale e sulla retribuzione.
Il docente può quindi scegliere di accettare, ma dovrebbe sapere che cosa sta accettando, per quanto tempo, con quale trattamento economico e sulla base di quale atto.
Il messaggio del Centro Studi RTS
La scheda tecnica si inserisce nella più ampia attività del Centro Studi Regolarità e Trasparenza nella Scuola, che punta a fornire ai lavoratori della scuola strumenti pratici per conoscere e verificare le disposizioni contrattuali.
Il principio di fondo può essere riassunto così:
Conoscere il proprio contratto significa poter scegliere consapevolmente.
E nel caso delle ore eccedenti, la differenza tra 18 ore ordinarie e ore aggiuntive non dovrebbe essere lasciata all'interpretazione o alla consuetudine, ma affrontata attraverso gli strumenti contrattuali e gli atti formali dell'istituzione scolastica.
La proposta RTS
La pubblicazione della scheda rappresenta quindi un invito rivolto ai docenti a prestare particolare attenzione alla fase di definizione dell'orario.
Prima di accettare ore oltre le 18, verificare. Prima di rifiutare, conoscere. Prima di svolgere, chiedere la formalizzazione. E dopo il pagamento, controllare il cedolino.
È questa, in sostanza, la filosofia di autotutela proposta dal Centro Studi RTS: meno improvvisazione e più trasparenza nella gestione dell'orario di servizio.