Stipendi docenti, quanto aumenta davvero il netto con l’IVC scorporata: la tabella per anzianità

 


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La tabella elaborata da Regolarità e Trasparenza nella Scuola mette a confronto gli incrementi stipendiali previsti dal CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, evidenziando un elemento particolarmente importante per la lettura del nuovo trattamento economico: l’incremento effettivo dopo lo scorporo dell’IVC (Indennità di Vacanza Contrattuale).

La simulazione riguarda un docente laureato della scuola secondaria di II grado e suddivide il personale in sei fasce di anzianità: 0-8, 9-14, 15-20, 21-27, 28-34 e oltre 35 anni.

Dal dato lordo all'aumento effettivo

La prima parte della tabella evidenzia l'incremento mensile sulla voce “Stipendio”.

Per la fascia iniziale 0-8 anni, ad esempio, l'aumento arriva progressivamente a:

  • 41,61 euro lordi da gennaio 2025;
  • 83,23 euro da gennaio 2026;
  • 119,24 euro da gennaio 2027.

Per la fascia con oltre 35 anni di anzianità, invece, si passa da 64,69 euro nel 2025 a 129,40 euro nel 2026, fino a 185,38 euro lordi nel 2027.

Sono valori che, letti isolatamente, possono però dare un'immagine non completa dell'effettivo incremento disponibile in busta paga.

Il ruolo dell'IVC scorporata

La parte centrale della tabella introduce infatti il dato dell'incremento mensile lordo con IVC scorporata.

L'operazione consente di distinguere l'incremento contrattuale dalle somme di IVC già percepite nel periodo precedente.

Per la fascia 0-8 anni, il valore effettivo indicato dalla tabella arriva a:

29,48 euro da aprile 2025 → 21,39 euro da luglio 2025 → 63,01 euro da gennaio 2026 → 99,02 euro da gennaio 2027.

Nella fascia oltre 35 anni, gli stessi valori diventano:

45,83 euro → 33,25 euro → 97,96 euro → 153,94 euro.

È proprio questa colonna a fornire una chiave di lettura più realistica dell'incremento contrattuale, perché tiene conto dello scorporo dell'IVC.

Quanto arriva effettivamente nel netto?

La parte più interessante per i lavoratori è probabilmente quella relativa al netto effettivo.

La tabella indica, fino a dicembre 2026, un incremento mensile netto compreso tra:

  • 43,11 euro per la fascia 0-8;
  • 48,57 euro per la fascia 9-14;
  • 52,56 euro per la fascia 15-20;
  • 57,83 euro per la fascia 21-27;
  • 61,20 euro per la fascia 28-34;
  • 63,96 euro per la fascia oltre 35 anni.

Ne emerge quindi un quadro nel quale l'incremento lordo contrattuale non coincide con l'aumento netto effettivamente percepito dal docente, perché intervengono la fiscalità e gli altri meccanismi che incidono sulla busta paga.

Anche gli arretrati cambiano in base all'anzianità

La tabella riporta inoltre gli importi degli arretrati lordi e netti.

Per la fascia 0-8 anni viene indicato un arretrato lordo di 714,42 euro, corrispondente a un importo netto di 550,10 euro.

Per un docente con oltre 35 anni di anzianità, invece, l'arretrato lordo indicato è di 1.110,65 euro, mentre il corrispondente importo netto è di 816,22 euro.

La differenza tra lordo e netto è quindi significativa e rappresenta uno degli aspetti che maggiormente interessa il personale della scuola.

Il dato da osservare è quello “effettivo”

La tabella consente dunque di distinguere tre livelli diversi:

  1. l'aumento sulla voce stipendio, espresso in termini lordi;
  2. l'aumento con IVC scorporata, che permette di individuare l'incremento effettivo collegato al rinnovo contrattuale;
  3. il netto effettivamente percepibile, insieme agli arretrati spettanti.

Questa distinzione è fondamentale perché parlare semplicemente di “aumento di stipendio” può risultare fuorviante se non si specifica se il valore è lordo, lordo con IVC scorporata oppure netto.

Una lettura utile per i docenti

Il dato più significativo della tabella è quindi il progressivo aumento dell'incremento contrattuale con l'anzianità, ma anche la distanza tra quanto viene previsto sulla carta e quanto effettivamente arriva nel cedolino.

Per un docente della scuola secondaria di II grado con oltre 35 anni di servizio, la tabella arriva a indicare 185,38 euro lordi mensili sulla voce stipendio nel 2027, che diventano 153,94 euro considerando il dato con IVC scorporata.

Ma il confronto con il netto mostra immediatamente che l'aumento nominale non può essere confuso con l'aumento realmente disponibile.

La lettura della tabella diventa pertanto particolarmente importante per comprendere il vero effetto economico del CCNL 2025-2027 sullo stipendio dei docenti e per valutare correttamente aumenti e arretrati, senza fermarsi al solo dato lordo.