Tredicesima più pesante per docenti e ATA? Allo studio un’imposta sostitutiva per aumentarla fino a 500 euro



Tredicesima di dicembre più alta per i lavoratori dipendenti, compreso il personale della scuola. È una delle ipotesi che stanno entrando nel confronto sulla prossima legge di Bilancio. L'idea è quella di sostituire, almeno per determinate fasce di reddito, la tassazione ordinaria IRPEF applicata alla tredicesima con una imposta sostitutiva del 15% o, in uno scenario più ampio, del 10%.

La proposta è stata rilanciata nelle ultime settimane dal presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato. L'ipotesi di partenza prevede un'aliquota del 15% per i redditi fino a 15.000 euro, mentre una seconda possibilità porterebbe l'imposta al 10%, ampliando contemporaneamente la platea dei beneficiari.

Dai 200 ai 500 euro in più: la stima circolata

Secondo le stime citate da Osnato, la sostituzione dell'IRPEF ordinaria con l'imposta sostitutiva potrebbe determinare un risparmio netto compreso indicativamente tra 200 e 500 euro, in funzione del reddito e della soluzione fiscale che sarebbe eventualmente approvata.

È importante, però, non trasformare questa stima in un aumento automatico per tutti i docenti e gli ATA. Non tutti riceverebbero necessariamente 200 o 500 euro in più: il beneficio dipenderebbe dall'importo della tredicesima, dal reddito di riferimento e soprattutto dai limiti che verrebbero stabiliti dalla norma.

Perché la tredicesima è particolare

La tredicesima viene oggi assoggettata alla tassazione ordinaria, ma presenta una caratteristica fiscale specifica: non beneficia delle detrazioni per lavoro dipendente che incidono invece sulla tassazione delle normali mensilità. Per questo motivo il netto della tredicesima può risultare inferiore rispetto a quello di una normale mensilità.

L'eventuale imposta sostitutiva avrebbe quindi l'obiettivo di ridurre il prelievo fiscale proprio sulla mensilità aggiuntiva di dicembre.

Docenti e ATA: cosa potrebbe cambiare

Se la misura venisse approvata con una platea comprendente i lavoratori dipendenti pubblici, potrebbe interessare anche il personale della scuola amministrato da NoiPA.

Per docenti e ATA, quindi, la questione sarebbe particolarmente rilevante perché la tredicesima viene normalmente erogata con la mensilità di dicembre.

Ma al momento è necessario utilizzare il condizionale: non esiste ancora una norma approvata che garantisca la detassazione della tredicesima 2026.